Nei primi del Novecento la letteratura italiana ha due capitali invisibili: Napoli e Agrigento. A Napoli vive Benedetto Croce, che scrive l'Estetica nel 1902 e fonda La Critica nel 1903 — la rivista che per quarant'anni dirà a generazioni di italiani come pensare la letteratura, la storia, l'arte. Ad Agrigento è nato Luigi Pirandello, professore a Roma, autore de Il fu Mattia Pascal e dei Sei personaggi in cerca d'autore.
Sono due idee opposte di letteratura: per Croce è una forma del pensiero, per Pirandello uno scavo nella crisi dell'identità. Si parlano poco, si rispettano dalla distanza, e quando arriva il fascismo prendono strade diverse — Croce firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti nel 1925, Pirandello accetta nel 1929 di entrare nell'Accademia d'Italia. Nel 1934 Pirandello vince il Nobel; due anni dopo è morto. Croce continuerà a scrivere fino al 1952.