La Sicilia produce nel Novecento una densità letteraria sproporzionata alla sua dimensione: Pirandello da Agrigento, Tomasi di Lampedusa da Palermo, Vittorini da Siracusa, Sciascia da Racalmuto, Bufalino da Comiso, Consolo da Sant'Agata di Militello, Camilleri da Porto Empedocle. È una scrittura che parte dall'isola, l'attraversa con ossessione, e ne esce fuori solo per raccontarla meglio.
Camilleri arriva tardi alla narrativa — debutta come romanziere a sessantott'anni, nel 1994, con La forma dell'acqua. La sua editrice è Elvira Sellerio, palermitana. Il commissario Montalbano nasce da quel primo libro e diventerà un fenomeno mondiale: oltre cento titoli, dieci milioni di copie, trenta lingue. Ma Camilleri è anche regista, drammaturgo, custode di un mestiere appreso all'Accademia d'Arte Drammatica di Roma. Le sue carte tengono insieme tre vite: scrittore, uomo di teatro, narratore della Sicilia che non c'è più.